Lunedì, Novembre 19, 2018
   
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Leadership, il generale Angioni in Accademia

di Carmelo Abisso

L'Accademia militare di Modena organizza ogni anno incontri culturali per gli allievi ufficiali su tematiche tecnico-professionali orientate su tre filoni: leadership ed etica, geopolitica e operazioni militari. Il primo incontro dal tema "Leadership" ha avuto luogo il 23 ottobre con un relatore d'eccezione, il generale di corpo d'armata Franco Angioni.

"Un personaggio che ha segnato la storia dell'Esercito e delle Forze armate italiane nel loro rapporto con l'opinione pubblica". Così lo ha introdotto il comandante dell'istituto, generale di brigata Stefano Mannino, in un'aula magna gremita di allievi ufficiali dei corsi 199° "Osare" e 200° "Dovere". "Spartiacque nella condotta delle missioni all'estero, l'operazione in Libano guidata dal generale Angioni, comandante del contingente italiano della Forza multinazionale dall’82 all’84, ha avuto forti elementi di innovazione per gli anni '80, inconcepibili allora. Lo schieramento di un ospedale da campo dove venivano curate le due fazioni in lotta. Una Forza di interposizione per arrivare a un momento di pacificazione. L'importanza del ruolo delle Forze armate all'attenzione della pubblica opinione. Da allora – ha concluso il generale Mannino – è cambiato il sentimento della popolazione nei confronti delle Forze armate".

"Sono entrato tra queste mura 66 anni e un mese fa, nel settembre del 1952 – ha esordito non senza un filo di commozione il generale Angioni – Il generale Farina, capo di stato maggiore dell'Esercito, mi ha chiesto di tornare tra gli allievi per dare un contributo di esperienza e di ricordi. Tra tutti gli anglicismi, leadership è il più accettabile, possiamo tradurlo in capacità di guida. La leadership è la capacità di guidare il personale per il raggiungimento di uno scopo. Quali sono le doti e le qualità che devono caratterizzare il leader ? 1. disciplina, il rispetto delle regole. 2. etica, la morale, onestà di intenti che mette al bando la furbizia. 3. lealtà, sempre necessaria, sincerità. 4. ordine, indispensabile. 5. preparazione, studiare, essere aggiornati. 6. spirito di sacrificio. 7. cameratismo, dal luogo dove si viveva insieme, dove si deve fare squadra, con rispetto degli altri e generosità verso i colleghi e i collaboratori. 8. coraggio, rispetta e controlla la paura. 9. serenità, consente di non essere avventati, con fiducia nella propria preparazione. 10. esempio, guida per i collaboratori. 11. senso di appartenenza, lo spirito di corpo. 12. delegare, responsabilizzare i collaboratori. 13. ascoltare, gli altri, con umiltà. 14. passione, essenziale, senza non si va da nessuna parte".

"Autorità e autorevolezza sono necessari, ma non sono la stessa cosa. Autorità è uno status, conferito da un ente superiore. Autorevolezza è una dote morale e personale, si acquisisce solo con i propri meriti, con sacrificio. L'autorità è colui o colei che ha il compito di far rispettare le regole. Abbiamo bisogno di regole, se il capo non le rispetta i suoi collaboratori si sentono autorizzati a non rispettarle. Il leader deve avere autorità ma è indispensabile che abbia autorevolezza. Da evitare l'autoritarismo, degenerazione antiumanistica dell'autorità. Il vero leader deve saper ascoltare gli altri. Cosa vogliamo e dobbiamo fare per essere un leader ? Essere al passo con i tempi e con il progresso, avere le idee chiare sulle modalità e sul modo di agire. Il leader deve: 1. Disporre dello scopo per cui si agisce, deve essere unico, chiaro e non deve consentire compromessi, perchè operiamo ? 2. Dallo scopo deve discendere il compito, cosa dobbiamo fare ? 3. Dal compito devono discendere le modalità di azione, come agire ? E quindi soddisfare lo scopo.

Un esempio. Siamo nel 1982, il Governo italiano decide di impiegare le Forze armate per il mantenimento della pace in Libano dove da 9 anni era presente la guerra civile. Lo scopo della missione era condurre operazioni di peacekeeping per favorire la pace tra le comunità del Libano. Il compito era coordinarsi con il Governo libanese e proteggere la popolazione senza differenza tra religioni. Una notte vengo convocato al comando delle Forze libanesi. Il capo di stato maggiore dell'Esercito chiede a ogni comandante di contingente, americano, francese e italiano, di presidiare il perimetro del settore di appartenenza – il nostro era di 32 km – e collaborare con l'Esercito libanese per individuare le persone che non erano in regola con la legge. Un vero e proprio rastrellamento. Era un problema nazionale, non potevano coinvolgere i contingenti militari stranieri. Non era previsto, non volevo che il soldato italiano fosse coinvolto in una violenza contro persone inermi. Non volevo correre i rischi che la soluzione fosse accettata. La disponibilità di uno scopo è indispensabile. In caso di contrasto il leader deve individuare la soluzione più ragionevole, non esprimere mai arroganza sopratutto nei riguardi di esecutori che manifestano perplessità. Mai mortificare chi è in difficoltà. Il leader deve essere di esempio e deve essere sereno. Manifestare la posizione e credere in ciò che si fa.

Giustizia e imparzialità, non favorire la simpatia. Pazienza e tolleranza, non esprimere giudizi in maniera superficiale. Sotto stress il leader deve ridurre l'ansia di controllo. La realtà è sempre diversa da ciò che si pianifica. Tra il 70 e il 40 % di ciò che si è pianificato. L'orgoglio vale meno della sorte dei collaboratori. La paura esiste, imparare a convivere con la paura e gestirla. Quando si comanda la paura deve essere gestita con la prudenza. Due principi: 1. La punizione è controproducente e chi la subisce ne può essere minato. 2. Sant'Ignazio di Antiochia "Si educa molto con quel che si dice, ancor più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è". Qual'è la differenza tra leader e comandante ? Il leader ha il diritto di comandare e rimuovere. Non solo guidare, ma rischiare e procedere, molto più del comandante. Non deve aver paura delle novità, deve saper cambiare le scelte. Leader è fatica e entusiasmo, frutto di idee, azioni e realtà, ma anche sogni, da affrontare con la indispensabile passione".

 

Franco Angioni

Civitavecchia (Roma) 25 agosto 1933. Entrato alla scuola militare Nunziatella di Napoli nel 1949, all'Accademia militare di Modena nel 1952 con il 9° corso, è diventato generale di corpo d’armata. Comandante del contingente italiano della forza multinazionale in Libano dall’82 all’84.“Questi soldati sotto la guida del bravissimo generale Franco Angioni - dichiara il Presidente della Repubblica Sandro Pertini - cercano di fare opera di pace in quella tormentata regione, io ne sono orgoglioso”. «L’uomo che è stato il capo delle Forze terrestri alleate del sud Europa, dei paracadutisti incursori del Col Moschin, della Forza mobile Nato in Germania e della missione di pace in Libano, oltre che segretario generale della Difesa, insomma il generale italiano a quattro stelle che ha comandato tutto il comandabile» (Sebastiano Messina).

 

 

 

 

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