Mercoledì, Ottobre 17, 2018
   
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La Russia di Putin oggi: fattore di rischio o opportunità?

di Carmelo Abisso

Una interessante conferenza su un tema di attualità si è tenuta il 25 settembre al circolo unificato dell'Esercito di Bologna. L'ambasciatore Guido Lenzi, docente presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e il giornalista, economista e politologo russo Evgeny Utkin, commentatore per Rai e Mediaset, sono intervenuti sul tema "La Russia di Putin oggi: fattore di rischio o opportunità?".

Organizzato dall'associazione Impegno Civico, l'incontro è stato moderato dal generale Antonio Li Gobbi, vice presidente del sodalizio, che ha introdotto i relatori e il tema. "Dal 1999 premier e presidente, Putin ha ripristinato il ruolo crescente della Russia in politica estera come grande potenza. Elemento credibile di gestione della crisi siriana, impegnato in una causa continua a supportare gli alleati, non li abbandona – ha detto Li Gobbi – Per contro, il mancato rispetto dei diritti umani, gli attacchi cyber in paesi Nato, l'ingerenza nei sistemi elettorali. Vogliamo superare il pregiudizio psicologico pro Putin o contro. Vogliamo capire come la Russia incide e continuerà ad incidere sulla nostra vita e sulla nostra politica".

Evgeny Utkin ha ricordato la carriera di Putin: "Ex colonnello del Kgb in servizio in Germania, poi direttore dei servizi segreti federali (Fsb), scelto da Eltsin come premier, presidente dal 7 maggio 2000, Putin ha saputo aspettare ed ha eliminato gli oligarchi. Ha mantenuto le promesse che aveva fatto. Quello che aveva detto lo ha realizzato. Gorbaciov ha creduto che sciogliendo il Patto di Varsavia si sciogliesse anche la Nato, ma non è stato così. Ora la Russia è accerchiata oltre che militarmente – i Paesi dell'Europa orientale nella Nato giustificano gli S-400 Triumph e i missili balistici Iskander nell'enclave russa di Kaliningrad, antica patria di Immanuel Kant - anche economicamente. Sanzioni e dazi contro la Russia hanno aggravato la situazione. Vladimir Putin sarà in carica come presidente fino al 2024, quando avrà 72 anni. Non ha voluto cambiare la Costituzione che impone solo due mandati. Credo che lascerà la presidenza, ma ad uno dei suoi uomini, siloviki come lui".

"Sono stato a Mosca dal 1980 al 1983, all'epoca di Breznev – ha detto Guido Lenzi – poi mi sono occupato dei rapporti est-ovest. La catastrofe principale per un diplomatico è perdere l'interlocutore. Il problema principale oggi è una qualche ricomposizione del sistema internazionale che non funziona più. Il muro di Berlino è caduto e siamo tutti andati a fare shopping, disse una commentatrice tedesca. L'Unione Europea non potrà sviluppare una politica decente senza la Russia. L'Europa ha bisogno della Russia, ma anche la Russia ha bisogno dell'Europa per ritrovare la propria dimensione, il suo status. Abbiamo bisogno della Russia per difenderci insieme dal terrorismo islamico. Deve tornare a contribuire alla ricomposizione del sistema internazionale. Occorre fare ogni tentativo per stabilire un dialogo esigente – citando Emmanuel Macron - con la Russia".



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