Mercoledì, Ottobre 17, 2018
   
Text Size

Articoli

Dieci anni fa l'arrivo di Nazifa

di Carmelo Abisso

L'Antica Pieve di San Pietro in Sylvis a Bagnacavallo (Ravenna) ha ospitato il 7 luglio un incontro nel 10° anniversario dell'arrivo in Italia, da Herat per essere curata, di Nazifa Noor Hamad, avvenuto durante la missione della brigata aeromobile "Friuli" in Afghanistan. L'evento, organizzato da Roberto Faccani, presidente della Croce Rossa di Lugo e tutore di Nazifa, è iniziato con una messa in memoria dei 54 caduti italiani in Afghanistan, celebrata nella basilica dall'arciprete di Bagnacavallo, don Ugo Facchini. Quindi il colonnello Nicola Di Sabato, comandante del 66° reggimento aeromobile di Forlì, delegato per l'evento, ha portato i saluti del capo di stato maggiore dell'Esercito, generale di corpo d'armata Salvatore Farina e donato a Nazifa il libro "I Leoni di Takrouna", sulle gesta del reggimento in Tunisia durante la seconda guerra mondiale e il poster della brigata aeromobile. "Nazifa ha avuto e avrà sempre la vicinanza e il supporto dell'Esercito italiano" ha detto Di Sabato concludendo il suo intervento.

Da chi scrive, al tempo portavoce del contingente militare italiano in Afghanistan, è stata poi rievocata l'operazione che ha portato al trasferimento in Italia di Nazifa, assieme a Faccani, particolarmente emozionato, che ha ringraziato la divisione J9 (Cimic) del Coi (Comando operativo di vertice interforze) e ha ricordato la figura del compianto generale di corpo d'armata Giangiacomo Calligaris, capo reparto del Coi, che tanto si era speso per la riuscita dell'operazione. Una presentazione fotografica dei momenti più significativi ha concluso l'incontro. Erano presenti circa quaranta persone, tra le quali il vicesindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, a testimonianza della vicinanza dell'amministrazione comunale, il generale di divisione in ausiliaria Francesco Arena, allora comandante della brigata Friuli in Afghanistan, il colonnello Giuseppe Levato, comandante del Prt di Herat ed alcuni capi cellula dello stato maggiore del Regional Command West come i colonnelli Marco Buscaroli (G2) e Andrea Pattocchio (G3). Stretti intorno a Nazifa gli amici d'infanzia, cresciuti insieme, con il quali fin dal suo arrivo in Italia ha trascorso i momenti di svago proprio nella Pieve di San Pietro in Sylvis. Presenti anche due vigilesse che hanno aiutato tanto Faccani, già comandante della Polizia municipale della Bassa Romagna, a seguire la bambina afghana.

Oggi Nazifa, 16 anni, è una liceale bravissima negli studi. Il 12 marzo 2018 al Quirinale ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l'attestato e distintivo d'onore di 'Alfiere della Repubblica' con la seguente motivazione: “E' giunta in Italia dall'Afghantistan, grazie all'aiuto del nostro Contingente militare. Aveva una malattia molto grave, le cure negli ospedali italiani sono state lunghe e talvolta pesanti, ma si sono concluse con successo. Durante i numerosi ricoveri ha sempre mostrato il suo sorriso e ha cercato di essere d'aiuto a chi le stava vicino. È diventata volontaria della Croce Rossa, è pienamente integrata come studente nelle nostre scuole, e svolge il ruolo di interprete nei Centri di accoglienza per i migranti”.

E la sera dell'11 luglio 2008 questo fu il comunicato diramato dal Pio (Public information office) di Herat:"Oggi, grazie alla sinergia tra i militari impegnati in teatro e le autorità civili, sia afgane che italiane, si è riusciti ad effettuare, in breve tempo, un’operazione di sgombero sanitario urgente che prevede il trasporto in Italia e le relative cure di Nazifa Noor Ahmad, una bambina affetta da una grave patologia. Nazifa è una bambina afgana di sei anni, da tre affetta da una grave forma di linfoma di Hodgkin cervico-toracico, che in breve tempo potrebbe causarle seri problemi respiratori e portarla alla morte per soffocamento. Necessita, quindi, di urgenti e specialistiche cure mediche che in Afghanistan non sono ottenibili. Il Regional Command West (RC-W) di Herat, comandato dal Generale di Brigata Francesco Arena, ha scoperto il caso di Nazifa presso le proprie strutture mediche nell’ambito di un programma di assistenza sanitaria alla popolazione civile afghana. Oggi, un velivolo C-130 J dell’Aeronautica Militare ha permesso a Nazifa di partire dall’aeroporto militare di Herat per Bologna, insieme al padre e al responsabile della Protezione Civile Bassa Romagna, Roberto Faccani, dove verrà operata al Policlinico S. Orsola-Malpighi, presso il reparto di oncologia ed ematologia pediatrica".

Un grande scrittore portoghese, José Saramago, premio Nobel per la letteratura ha detto: "Noi siamo la memoria che abbiamo e le responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere".

Foto di Mauro Montaquila

 

Visitatori Online

Abbiamo 184 visitatori e nessun utente online