Mercoledì, Novembre 22, 2017
   
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Perchè ci attaccano

Nel salone d’onore del circolo unificato dell'Esercito di Bologna, la professoressa Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte, esperta di terrorismo internazionale e docente, tra l’altro, presso il Centro alti studi della Difesa, ha presentato il 13 ottobre il suo ultimo libro dal titolo: “Perche’ ci attaccano” – Al Qaeda, l’Islamic State e il terrorismo “fai da te”.

Il libro analizza l’attuale fenomeno del terrorismo jihadista e riporta i risultati di più di due anni di lavoro, nel corso dei quali Laura Quadarella Sanfelice ha analizzato tutti gli attentati portati a termine negli ultimi anni in Paesi occidentali, nonché l’enorme mole di materiale jihadista diffuso online nello stesso periodo. Nella sua presentazione ha innanzitutto spiegato le ragioni dell’attuale terrorismo e dell’aumento di attentati in Occidente registrato a partire da quelle che sono state definite “primavere arabe”.

E’ ai conflitti interni all’Islam che dobbiamo guardare - ha sottolineato Quadarella - poiché l’Occidente è attaccato principalmente guardando ai nemici dello scontro islamico. Oggi, infatti, promuovere il jihad contro l’Occidente e i suoi valori conferisce potere e visibilità all’interno della cosidetta “galassia islamica”, polarizzata intorno ad Al Qaeda (AQ) e all’Islamic State (IS), e ai rispettivi leader, Al Zawahiri e Al Baghdadi.”

Come illustrato anche con una presentazione ricca di immagini, le due organizzazioni hanno ingaggiato una vera e propria competizione per la leadership della variegata galassia jihadista. Entrambi i gruppi hanno intrapreso un’importante campagna mediatica volta a portare dalla propria parte il maggior numero di organizzazioni terroriste e di nuovi combattenti, con IS che ha operato una sorta di “campagna acquisti” che ha portato a stravolgere i rigidi canoni di reclutamento di AQ. Sono principalmente due i piani sui quali si gioca la competizione tra AQ e IS, quello dei gruppi che giurano fedeltà ad uno o all’altro dei due network e quello del reclutamento di giovani che da tutto il mondo si uniscono alla “causa” e alla “lotta” portata avanti nei teatri di crisi di varie zone del mondo e, in Occidente, con il c.d. terrorismo “fai da te”.

Analizzando gli attentati condotti dal 2014 ad oggi in Paesi occidentali, e soprattutto gli attentatori e il materiale diffuso in rete dai vari gruppi prima e dopo ogni attacco, secondo Quadarella emergono tre tipologie di attacchi del c.d. terrorismo “fai da te”: diretti o quantomeno coordinati da AQ o IS, seppur con ampia autonomia nella scelta degli obiettivi e nella fase realizzativa; semplicemente ispirati da AQ o IS ma nei quali c’è un contatto almeno informatico tra gli attentatori e qualcuno delle due organizzazioni centrali; esclusivamente ispirati ad AQ o IS.

Concludendo Quadarella ha però sottolineato come tali giovani agiscono spesso senza distinguere tra i vari gruppi, operando semplicemente in nome di quel jihad che gli è stato inculcato. Pertanto il jihadismo come manifestazione del fondamentalismo islamico violento sopravvivrà alla sconfitta di IS nel teatro siro-iracheno e, anche alla luce del ritorno di migliaia di foreign fighter, nel prossimo futuro si manifesterà sempre più con attacchi del tipo di quello che chiamiamo terrorismo “fai da te”.

Al termine della conferenza, seguita con molta attenzione da parte del pubblico presente, si è svolto un interessante dibattito, che ha consentito di approfondire, con la relatrice, taluni aspetti di questa tematica di grande attualità ma di non facile comprensione e valutazione.

Fonte: Centro di Studi Storico Militari

Foto: Perseo News

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