Mercoledì, Ottobre 18, 2017
   
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75° anniversario della battaglia di El Alamein

di Carmelo Abisso

La brigata paracadutisti Folgore è in partenza per il Libano. Torna nel paese dei cedri dopo dieci anni per assumere la responsabilità del settore ovest di Unifil nell'ambito dell'operazione Leonte 23. Occasione per il saluto il 75° anniversario della battaglia di El Alamein, anticipato rispetto al 23 ottobre per consentire ai paracadutisti di ieri di stringersi ai paracadutisti di oggi e ricordare i Leoni della Folgore. "La ricorrenza è troppo solenne per non prevederne la celebrazione" ha scritto Aquila 1, il comandante della Folgore, ai paracadutisti.

Alla presenza del comandante della divisione Friuli, generale di divisione Carlo Lamanna, si è svolta pertanto il 6 ottobre presso il Centro addestramento di paracadutismo di Pisa la cerimonia di commemorazione per il 75° anniversario della battaglia di El Alamein, una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo eroiche della 2° guerra mondiale nella quale nacque il mito della Folgore.

Con un rapporto di forze enormemente svantaggioso, i paracadutisti della Folgore, si erano apprestati alla difesa lungo un fronte di 15 chilometri e rappresentavano l’ultimo baluardo difensivo, superato il quale il nemico sarebbe dilagato alle spalle dell’armata italo-tedesca.

Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i paracadutisti risposero con incredibile determinazione ed energia, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. L’inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo.

Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…” Con queste parole, pronunciate alla Camera dei Comuni di Londra, Winston Churchill rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani a El Alamein, e la Radio Cairo l’8 novembre 1942 per bocca del corrispondente Heartbrington lanciò il messaggio “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza”, e dalla BBC di Londra commentarono “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.

Davanti allo schieramento, con al centro, straodinariamente, le 12 bandiere di guerra di tutti i reparti paracadutisti (la bandiera d'istituto del Capar, lo stendardo di Savoia e le altre 6 bandiere della brigata, oltre le bandiere del Rrao, Ranger, Col Moschin e Tuscania) il comandante della Folgore, generale di brigata Rodolfo Sganga, ha evidenziato come i paracadutisti Italiani, senza dubbio uomini fuori dal comune, siano da sempre caratterizzati, per spregiudicatezza, iniziativa, coraggio e senso del dovere: “La spregiudicatezza, è asservita alla ferrea volontà di assolvere ai compiti assegnati a tutti i costi, l’iniziativa che deriva dalla consapevolezza di essere parte di una squadra, in cui ogni componente sa benissimo che il successo del gruppo dipende da ognuno di loro, il coraggio dall’essere uomini e donne in armi chiamati ad affrontare l’ignoto di situazioni di fronte alle quali altri si fermano, il senso del dovere, dalla consapevolezza di essere cittadini a cui è chiesto qualcosa in più rispetto agli altri perché abbiamo il privilegio di servire le istituzioni” “professionisti estremamente soddisfatti quando diamo il 100% e estremamente insoddisfatti se diamo il 99%.”

La Folgore, proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri uomini è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in quasi tutte le missioni internazionali nelle quali sono impegnate le Forze armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale di Strade Sicure per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.

Durante la cerimonia sono state consegnate le onorificenze a tre militari particolarmente distintisi durante l'operazione Isaf in Afghanistan: il sergente maggiore Pier Michele Sassetti, il caporal maggiore scelto Giuseppe Riccobono e il primo maresciallo Ferdinando Pervilli, rispettivamente croce al merito dell'Esercito d'oro (Shewan, 2011), d'argento (Kabul, 2009) e di bronzo (Herat, 2011)

E’ stato inoltre conferito alla brigata paracadutisti Folgore l’importante premio europeo “Lorenzo il Magnifico”, tributato dall’ Accademia Internazionale Medicea. Il premio, costituito da un bassorilievo in bronzo raffigurante “Il Magnifico” signore di Firenze dello scultore Roberto Frabetti, è stato assegnato con la seguente motivazione “per l’assiduo, costante e continuo impegno, il livello di eccellenza e di professionalità raggiunto, nonché le eccezionali qualità umane dimostrate da ciascuno dei suoi paracadutisti di ogni livello e grado in ogni occasione, sia a livello operativo sia di soccorso alle popolazioni colpite da pubbliche calamità in Patria e all’estero”.

Ha ritirato il premio il graduato più anziano della brigata, caporal maggiore capo scelto Leonardo Petruzzi, in rappresentanza di tutti i paracadutisti.

 

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