Mercoledì, Ottobre 18, 2017
   
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L'esercitazione Bright Armoured 2017

In campo 1200 uomini per Bright Armoured 2017. In azione militari italiani, spagnoli e americani. Il nostro reportage

di Beppe Boni

Il cielo è azzurro e limpido mentre ci alziamo in volo. "Vai, vai, pronti al decollo". Il rotore dell'elicottero AB205 del Quarto reggimento Aves Altair dell'Esercito borbotta leggero, sale di intensità e come portato da un soffio e si alza sull'aeroporto della base di Aviano. Il comandante Guido Semola e il capitano Hera Galli, 30 anni di Madonna di Campiglio, una delle tre elicotteriste dell'esercito italiano, si scambiano un cenno di intesa. Decollati nel cielo sopra Aviano. Si vola a portelloni aperti in formazione con un altro AB205 e un Cougar sloveno, scortati da due AH64 Apaches, gli elicotteri da combattimento americani.

E' la simulazione di un intervento presso un'area in cui ci sono truppe a terra che hanno necessità di rifornimento di materiali. Si vola secondo uno schema collaudato al millimetro con i due Apaches, uno davanti e uno dietro, perfettamente incollati agli altri velivoli. Una scorta perfetta. I cannoncini laterali danno sicurezza solo a guardarli. Poi giù verso l'obiettivo con gli elicotteri che si raggruppano e si avvicinano secondo uno schema preciso da cui non si può sgarrare simulando l'atterraggio nella zona operativa. Il circuito di comunicazione radio gracchia, i piloti si scambiano le informazioni in inglese. Accanto a noi siede anche il colonnello Pier Luigi Verdecchia, comandante del Quarto reggimento aviazione esercito Altair. Intanto dall'alto si osserva lo scenario delle altre truppe in movimento e dislocate a terra.

Qui in Friuli è in corso, fino al 30 giugno, presso le aree addestrative della Comina di Pordenone e del Cellina-Meduna, l’esercitazione 'Bright Armoured 2017' (BRAD 17), che prevede la partecipazione di unità operative dei paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad "elevata prontezza", alle dipendenze del Comando 132^ Brigata corazzata "Ariete". Questo reparto per il 2018, è stata identificato quale grande unità nazionale designata Very High Readiness Force Land Brigade della Nato. In questi giorni sono schierati sul campo circa 1200 uomini fra italiani, spagnoli, americani con osservatori turchi e albanesi.

L’obiettivo della BRAD 17 è quello di testare e incrementare il livello di interoperabilità tra il Comando della grande unità corazzata e le unità dipendenti, oltre a favorire, spiega il comando, "la necessaria amalgama tra il personale dei reparti partecipanti". A terra sovrintende all'intera esercitazione il comandante della Brigata corazzata Ariete, generale Angelo Michele Ristuccia, un veterano delle missioni all'estero.

All’esercitazione, pianificata e organizzata dall’Ariete prendono parte l’11° reggimento bersaglieri, il reggimento logistico Ariete, reparti del 32° reggimento carri e del 10° reggimento genio guastatori, oltre ad assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito (4° reggimento Aves Altair), del 187° reggimento paracadutisti  “Folgore”, del 1° reggimento artiglieria da montagna e del Comando delle Trasmissioni dell’Esercito. Partecipano inoltre, con gli elicotteri, reparti dell’US Army e delle Forze armate slovene, oltre a un’unità 'battle group' spagnola e 'assetti operativi' di Albania e Slovenia. Sono presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia, dalla Lituania e dalla Turchia.

La Brigata Ariete attualmente è impegnata con i propri reparti nell’Operazione 'Strade Sicure' e nella bonifica di ordigni esplosivi  nel territorio italiano, attività che impegna spesso i soldati da Nord a Sud. Alcune unità dell' Ariete sono inoltre rientrate recentemente da missioni in Libano e Kosovo, mentre altri elementi sono tutt’ora impiegati in Iraq.

Fonte: quotidiano.net, 29 giugno 2017

 

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