Mercoledì, Novembre 22, 2017
   
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Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni, eroi della Grande Guerra

di Carmelo Abisso

Nel quadro delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra (1915-1918) quest'anno a Lugo (Ra) si ricordano le gesta di Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni due militari lughesi, medaglie d’oro al valore militare, caduti durante il conflitto.

Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni sono due dei quattro lughesi a cui è stata assegnata la medaglia d’oro al valor militare durante la prima guerra mondiale. Gli altri due sono i più noti Francesco Baracca e Aurelio Baruzzi. Bertacchi e Calderoni provenivano da famiglie molto diverse tra loro, ma furono accumunati dallo stesso destino: le loro vicende in guerra si svolsero sull’Altipiano di Asiago ed entrambi sacrificarono la loro giovane vita e perirono in combattimento per difendere le posizioni loro assegnate.

La prima di una serie di iniziative per celebrare i due eroi della Grande Guerra si è tenuta il 22 aprile, divisa in tre momenti. Alle 10 si è svolta la cerimonia di deposizione delle corone presso le case natali di Antonio Calderoni, in via Circondario Sud 80 e Giovanni Bertacchi, in via Garibaldi 71.

La sala consiliare della residenza municipale ha ospitato alle 11.30 l’incontro con i familiari e le autorità. Sono intervenuti il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il generale di brigata aerea Francesco Saverio Agresti, comandante della 1^ brigata aerea operazioni speciali di Cervia, il colonnello Marco Buscaroli, in rappresentanza del comandante militare Esercito Emilia Romagna, il commissario superiore Paola Neri, comandante della Polizia Municipale della Bassa Romagna, gli studenti della classe 5^ B dell'Ipsia e 60 familiari di tre generazioni di Giovanni Bertacchi. Ha introdotto l'incontro Renzo Preda, presidente della sezione Unuci, ricordando la visita del re Vittorio Emanuele III a Lugo il 18 maggio 1918. Il sovrano venne in città per visitare i soldati feriti ricoverati all'ospedale militare. La lapide che ricorda la visita è stata ritrovata sepolta nel giardino del socio Unuci Giovanni Bucchi che ha deciso di donarla al sindaco. Riportata nella sala consiliare è stata scoperta nell'occasione. Un trombettiere ha suonato il silenzio fuori ordinanza in onore alle due medaglie d'oro al valor militare.

Il sindaco Ranalli ha ringraziato Renzo Preda e Mauro Antonellini per l'organizzazione e Ascom Confcommercio per il sostegno all'iniziativa. "Celebriamo due figure lughesi, Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni, riportate alla luce per sostenere la memoria e il ricordo e valorizzare un periodo storico che ha cambiato le sorti dell'Europa e del nostro Paese. Occasione per mostrare le bellezze di Lugo, come la Rocca. Orgoglio per quello che insieme abbiamo costruito – ha detto Ranalli – grazie all'amicizia e alla partecipazione straordinaria dei presenti". Il primo cittadino ha consegnato a Paolo Bertacchi, uno dei sette nipoti diretti presenti e decano della famiglia, il libro su Lugo e i capperi della Rocca.

Renzo Preda ha evidenziato il contributo dell'architetto Giovanni Liverani dell'ufficio tecnico del Comune e della società cooperativa Giuseppe Mazzini per i lavori di ripristino delle targhe sulle case natali di Bertacchi e Calderoni. Poi rivolto ai giovani studenti ha ricordato la visita a Lugo il 7 febbraio scorso di Pietro Terracina, uno tra gli ultimi sopravissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, che nell'occasione disse "La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato". Preda ha consegnato il crest della sezione Unuci a Carlo Bertacchi, capitano di fregata in riserva della Marina militare e un omaggio floreale alla signora Angiola Maria Bertacchi che ha ringraziato "per aver ritrovato tanta famiglia presente grazie a queste ricerche".

Nel salone estense della Rocca, alla presenza dei familiari, alle 16.30 è stata presentata la pubblicazione "Giovanni Bertacchi e Antonio Calderoni, eroi della Grande Guerra”. L’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (Unuci) di Lugo, col presidente Renzo Preda, e la Squadriglia del Grifo, col presidente Mauro Antonellini, hanno fatto alcune ricerche anagrafiche e storiche, consultando archivi storico militari e archivi di Stato, per risalire ai familiari dei due militari lughesi. Hanno poi incontrato a Firenze e a Genova i familiari rispettivamente di Bertacchi e Calderoni. In queste occasioni hanno potuto raccogliere altro materiale documentale e fotografico necessario per realizzare la pubblicazione e allestire la mostra.

"L'opera realizzata – ha detto l'assessore alla Scuola del Comune di Lugo Fabrizio Lolliè una pubblicazione molto interessante che potrà essere oggetto di studio da parte delle scuole". "Abbiamo cercato di dare spessore alle persone oltre all'interpretazione dell'atto eroico - ha spiegato Mauro Antonellini - Giovanni Bertacchi apparteneva a una famiglia colta, borghese e di tradizioni militari. Si può dire che fu lughese per caso perché nacque a Lugo quando il padre Paolo, tenente di fanteria, prestava servizio nella locale caserma, in seguito chiamata “Casermone”. Seguì poi gli spostamenti legati alla vita militare del padre. Nonostante questo la sua famiglia dimostrò sempre un sentimento di affezione alla città di Lugo. Giovanni, giovane universitario e convinto interventista, volle volontariamente partecipare alla guerra. Amava scrivere prose, poesie e articoli giornalistici. Fu decorato, alla memoria, della medaglia d’oro al valor militare. Antonio Calderoni proveniva invece da una famiglia lughese modesta. Faceva il muratore e fu costretto a emigrare in Svizzera quando era giovanissimo. Richiamato alle armi e animato da sentimenti repubblicani, accettò con entusiasmo di partecipare alla guerra. Fu decorato di medaglia di bronzo al valor militare e medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Due lughesi di estrazione diversa – ha concluso Antonellini – ma con un destino comune, caduti entrambi sull'Altopiano di Asiago".

Al termine della presentazione, nella Torre del soccorso della Rocca, è stata inaugurata la mostra fotografica e documentaria con lo stesso titolo.

 

 

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