Mercoledì, Novembre 22, 2017
   
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74° anniversario della battaglia di Takrouna

di Carmelo Abisso

Nella caserma “De Gennaro” in Forlì si è svolta il 21 aprile la festa di corpo del 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste” in occasione del 74° anniversario della battaglia di Takrouna (Tunisia, 20-22 aprile 1943).

Nel piazzale tenente Giulio Ruzzi, alla presenza del comandante della brigata aeromobile “Friuli”, generale di brigata Salvatore Annigliato, si è schierato il reggimento con la bandiera di guerra, decorata di medaglia d'oro al valor militare per i fatti d’arme di Takrouna.

Presenti in tribuna tra le autorità il sindaco di Forli’ Davide Drei, il vice prefetto vicario Antonio Massa, il questore Loretta Bignardi e numerosi familiari. Il comandante di reggimento, colonnello Nicola Di Sabato, nel suo intervento, ha ricordato gli eventi che coinvolsero il I battaglione del 66°.

"Con grande emozione ed orgoglio prendo la parola in questa cerimonia che ci riunisce per la celebrazione del 74°anniversario dei fatti d'arme di Takrouna,che vide partecipe, nell'ambito'della guerra in Africa settentrionale dal1941 al 1943, il glorioso 66°reggimento. Nell'inchinarmi rispettosamente di fronte alla bandiera di guerra del reggimento, il mio primo commosso e deferente pensiero e rivolto a tutti i militari ed ai loro familiari che con le insegne del 66°, in ogni tempo e luogo, si sono immolati per la patria in nome della pace e della liberta’.

Parimenti ritengo doveroso esprimere un caloroso saluto alle donne e agli uomini del 66°, che in questo momento sono impegnati all'estero in operazioni per la sicurezza internazionale, sul territorio nazionale nell'operazione"Strade sicure"e nelle attivita' addestrative fuori sede.

Takrouna, villaggio berbero della Tunisia situato su uno spuntone di roccia, nell'aprile 1943 divenne l'ultimo caposaldo per impedire alle forze alleate di spiegare le sue massicce forze corazzate.

A tale scopo, fu designata una delle unita piu affidabili e combattive dell' armata, il 1° battaglione del 66° al comando del capitano Mario Leonida Politi, gia distintosi nelle numerose azioni di retroguardia che avevano caratterizzato la ritirata da El Alamein fino alla Tunisia.

Dal 16 aprile 1943, in estenuanti azioni di combattimento caratterizzate da continui avanzamenti, ripiegamenti e raid dell'aviazione nemica, i 560 fanti rinforzati da una compagnia di granatieri e paracadutisti, respinsero i ripetuti assalti ed opposero un estrema resistenza per piu di 60 ore di continui combattimenti, impedendo l'avanzata della 2^ divisione neozelandese forte di circa 10.000 uomini, fino alla mattina del 22 aprile quando il caposaldo cadde solo per mancanza di viveri e munizioni.

Il ricordo di Takrouna oggi, 74 anni dopo, è un dovere morale e civico, per non dimenticare l'eccezionale spirito di sacrificio e le virtu' eroiche di uomini in uniforme, che animati, non da ragioni economiche o ideologiche, ma dal solo altissimo senso del dovere hanno combattuto fino all'estremo sacrificio per la nostra bandiera.

Il ricordo di Takrouna oggi è un dovere morale e civico anche per stringerci forte ai familiari di questi uomini straordinari e alle migliaia di donne, che hanno subito gli eventi bellici pur non essendo al fronte, sulle quali è ricaduto l'onere di crescere i figli.

In tale quadro voglio esprimere la vicinanza e l'abbraccio di tutto il reggimento alla signora Dina Politi, che ha fatto pervenire un sentito e commosso ringraziamento a tutti noi ed a tutti i familiari degli eroi di Takrouna ai quali ci sentiamo fortemente legati. Autorita’ e gentili ospiti, questo è il ricordo di Takrouna che oggi desidero lasciare: senso del dovere di uomini in uniforme e spirito di sacrificio dei loro familiari. Oggi dopo 74anni, gli uomini e le donne del 66° qui di fronte a voi, continuano a servire fedelmente la patria sia sul territorio nazionale sia all'estero e le loro famiglie supportano e sopportano tutte le conseguenze di questa bellissima professione che comporta la consapevole accettazione di doveri e sacrifici illimitati.

Termino il mio intervento con una citazione di una delle piu' grandi personalità del secolo scorso, Albert Einstein: "Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando". Se dopo 74 anni siamo ancora qui a ricordare l'altissimo senso del dovere degli eroi di Takrouna, abbiamo tutti insieme dato valore al tempo passato, stiamo dando valore a quello presente e non rinunceremo a darlo a quello futuro".

Il generale Annigliato, nel suo intervento di saluto, ha ringraziato le autorità locali di Forlì per la condivisione di valori e la vicinanza nei confronti del reparto ed ha comunicato che lo Stato Maggiore dell'Esercito ha sancito formalmente la "capacità aeromobile" del 66° reggimento. "Vi ringrazio – ha concluso il generale rivolto ai soldati – non per quello che fate, ma per come lo fate".

Il 66° reggimento, quale unica unità di fanteria aeromobile dell’Esercito, è attualmente impegnato nei teatri operativi dell'Iraq e dell'Afghanistan con assetti specializzati per il personnel recovery – il recupero di personale della coalizione che a vario titolo è rimasto isolato sul terreno – e sul territorio nazionale nell’ambito dell’operazione Strade Sicure a Roma e a Brescia.

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