Mercoledì, Ottobre 18, 2017
   
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Ricordato il gruppo di combattimento Friuli nel 72° della Liberazione

di Carmelo Abisso

A Zattaglia, in provincia di Ravenna, ha avuto luogo domenica 2 aprile la cerimonia commemorativa in onore dei caduti del gruppo di combattimento “Friuli” durante la guerra di Liberazione. L’11 aprile 1945 i soldati del “Friuli” liberarono la città di Riolo, dopo 127 lunghi giorni di assedio. Nel corso della campagna il gruppo di combattimento "Friuli" ebbe 242 morti, 657 feriti e 61 dispersi.

Hanno partecipato alla celebrazione del 72° anniversario della Liberazione il generale di divisione Carlo Lamanna, comandante della divisione “Friuli” di Firenze, grande unità erede e custode delle tradizioni del gruppo di combattimento omonimo, Romano Rossi, presidente dell’associazione nazionale reduci della “Friuli”, i sindaci di Brisighella e Castelbolognese, Davide Missiroli e Daniele Meluzzi, il vice sindaco di Riolo Terme, Federica Malavolti, con i gonfaloni dei comuni, i medaglieri e i labari delle associazioni combattentistiche e d'arma, il colonnello Nicola Di Sabato, comandante del 66° reggimento fanteria aeromobile "Trieste" di Forlì e numerosi cittadini.

Dopo la deposizione della corona al monumento all'ingresso del paese e l’alzabandiera alla croce marmorea della Friuli, è stata celebrata nel sacrario la messa al campo dal cappellano militare don Sergio Imperiale. Un picchetto armato del 66° reggimento ha reso gli onori ai caduti.

"In quei giorni grazie alla volontà e alle scelte coraggiose di uomini e donne che si ritrovarono attorno l'alto valore della libertà – ha detto il sindaco Missiroli nel suo intervento – si compi il magnifico disegno che fu per anni sognato e preparato: la fine della guerra, la libertà e la pace. Ecco perchè dobbiamo continuare a ricordare...Dobbiamo continuare a ricordare perchè questa memoria sia la base su cui poggia il nostro futuro ed il futuro delle prossime generazioni. La lotta della Liberazione è la radice della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Se oggi siamo liberi, in una Repubblica democratica, uniti in un Europa che cerca la pacifica convivenza...noi lo dobbiamo a loro: ai nostri soldati, alle forze alleate, ai nostri partigiani, ai nostri patrioti. In questa giornata nel nostro piccolo, vogliamo continuare a onorare la vostra memoria con dedizione, massima onestà e grande senso civico. Per questo in questa ricorrenza vogliamo anche ricordare i 60 anni dal Discorso pronunciato in occasione della firma dei Trattati di Roma, 25 marzo 1957, perchè dopo gli anni bui e cruenti della Seconda Guerra Mondiale i leader del tempo hanno avuto fede nella possibilità di un avvenire migliore, "non hanno mancato d'audacia e non hanno agito troppo tardi. Il ricordo delle passate sventure e delle loro colpe sembra averli ispirati e donato loro il coraggio necessario per dimenticare le vecchie contese e pensare ed agire in modo veramente nuovo per realizzare la più grande trasformazione dell'Europa". Citando Papa Bergoglio che dice "ricordare non può essere solo un viaggio nei ricordi, quanto piuttosto il desiderio di riscoprire la memoria vivente di quell'evento per comprenderne la portata nel presente. Occorre immedesimarsi nelle sfide di allora, per affrontare quelle dell'oggi e del domani. Non si può comprendere il tempo che viviamo senza il passato, inteso non come un insieme di fatti lontani, ma come la linfa vitale che irrora il presente. Senza tale consapevolezza la realtà perde la sua unità, la storia il suo filo logico e l'umanità smarrisce il senso delle proprie azioni e la direzione del proprio avvenire". Infine vogliamo anche cogliere l'occasione per ringraziare tutti i nostri militari, che continuano con gli stessi valori a portare avanti il senso di libertà e pace non solo in Italia ma in tutto il mondo. Lo fanno con l'orgoglio di indossare la divisa militare italiana".

Romano Rossi ha portato il saluto a nome dell'associazione nazionale reduci della "Friuli", ringraziando per la presenza i rappresentanti di San Giovanni Valdarno (Ar), dove 2500 volontari si unirono al gruppo di combattimento, di San Giorgio del Sannio (Bn) dove si ricostituì il "Friuli" nel 1944, delle ambasciate del Regno Unito e d'Israele, per l'8^ armata britannica e la brigata ebraica e della comunità indiana Sikh.

"Oggi qui a Zattaglia noi, eredi e custodi del gruppo di combattimento Friuli – ha detto nell'intervento conclusivo il generale Lamanna - partecipiamo alla celebrazione del 72° anniversario della Liberazione, commemorando i 242 caduti. E' un privilegio, per me, poter onorare questi caduti e questo sacrario che è parte della nostra memoria collettiva. La divisione Friuli ha una memoria viva e condivisa: ricerca il passato per operare nel presente. Noi tutti vi dobbiamo riconoscenza per la libertà riconquistata a prezzo di sacrifici e sangue, sofferenze e dedizione ed in molti casi eroismo. Uno dei nostri compiti fondamentali è quello di saper custodire e rivitalizzare le istituzioni della nostra democrazia, perché in esse c'è il lascito di chi, con coraggio e sacrificio, ha combattuto per darci un futuro migliore. Con onore e deferenza abbiamo preso da voi il testimone ed insieme ad esso l’orgoglio di essere i vostri eredi ma al tempo stesso la responsabilità e i doveri ad esso legati. La memoria delle battaglie del gruppo di combattimento Friuli e dei suoi caduti ci impone coerenza e ci spinge a collaborare con le organizzazioni internazionali che promuovono la pace tra le nazioni e la giustizia tra i popoli. In questo momento storico la divisione Friuli e tutte le nostre Forze armate partecipano a missioni di pace nelle aree più difficili del mondo, laddove sono a rischio la libertà e la sicurezza delle popolazioni civili, o dove i conflitti sono tali da evocare spettri di morte, di distruzione e tirannia. Le risposte sono nella nostra storia, siete voi…,e noi dobbiamo conoscere la nostra storia e i vostri atti eroici perché questi sono gli antidoti migliori per combattere il rigenerarsi dei germi di violenza e di follia. Su questo terreno di valori e di cultura noi continueremo ad operare nel rispetto delle nostre radici e dei vostri sacrifici”.

A Zattaglia, tra Brisighella e Riolo Terme, si trova il sacrario in onore dei 242 caduti sul fronte italiano della “Friuli” ricostituita come 1° gruppo di combattimento del rinato Esercito Italiano. Il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento “Friuli” era in linea sulle posizioni difensive del Senio. Nei giorni seguenti, forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, il “Friuli” liberò Riolo, Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 aprile.

 

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