Lunedì, Maggio 01, 2017
   
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Immigrazione: tutto quello che dovremmo sapere

«Abbiamo qualche interesse a riempire l’Europa di milioni di altri islamici? Di immigrati che minacciano lo stile di vita e le infrastrutture sociali dell’Europa?»
Philip Hammond ministro degli Esteri britannico, agosto 2015

Si può parlare di immigrazione senza cadere nel linguaggio paludato e mieloso imposto dal politically correct affrontando la questione non solo sul piano umanitario ma su quello della legalità, della difesa e sicurezza e degli interessi nazionali?
Prova sicuramente a farlo il volume “Immigrazione: tutto quello che dovremmo sapere”, instant book scritto a sei mani per l’editore Aracne da Gian Carlo Blangiardo, Giuseppe Valditara e Gianandrea Gaiani, autori con specifiche competenze in campi diversi ma complementari per definire la portata del fenomeno ma soprattutto per cercare di fornire risposte idonee a governare un fenomeno che sarà sempre più decisivo per il destino delle generazioni presenti e future.

Sul modello dell’antica Roma viene proposta una distinzione fra un’immigrazione utile e quella illegale che rischia di disintegrare le nostre società. Il volume sgombera il campo da luoghi comuni tesi a giustificare come inevitabile una “invasione” subita in modo totalmente passivo dall’Italia e dall’Europa, affrontando il problema con uno sguardo alla storia, un’attenzione alla demografia e una prospettiva politico-strategica inevitabile se si considera che oltre mezzo milione di immigrati clandestini sono sbarcati in Italia solo negli ultimi tre anni arricchendo trafficanti di esseri umani ma anche il business dell’accoglienza gestito in Italia da enti e associazioni molto vicine ad alcuni ambienti politici.

Si tratta di clandestini per la stragrande maggioranza di religione islamica e provenienti da paesi africani dove non ci sono guerre (meno di mille i siriani giunti in Italia nel 2016 si oltre 181 mila clandestini) che costituiscono un costo sociale e in termini di sicurezza inaccettabile per l’Italia e per l’Europa, specie in un’epoca economicamente recessiva.

I crescenti casi di rivolte, violenze, devastazioni e persino sequestri di personale italiano addetto all’assistenza da parte degli immigrati clandestini sta evidenziando le pretese e la scarsa riconoscenza di molti “ospiti” nei confronti dell’Italia, che pure applica un’accoglienza indiscriminata che include categorie non previste dal diritto internazionale quali la “protezione umanitaria” e la “protezione sussidiaria” per concedere asilo anche temporaneo a migranti economici che non avrebbero nessun titolo per essere accolti in Europa e dovrebbero venire espulsi (come ammette la stessa agenzia europea delle frontiere Frontex).

Nella storia non era mai accaduto che un intero continente si mostrasse incapace di difendere le proprie frontiere e che forze militari venissero impiegate non per difendere i confini ma per consentire di superarli a chiunque potesse pagare organizzazioni criminali. Grazie a un impiego folle e suicida delle forze navali l’immigrazione illegale che dall’Africa si dirige in Italia attraverso la Libia è stata incoraggiata, invece che scoraggiata, dagli ultimi governi italiani.

Nel 2016 sulle coste italiane sono sbarcati 181.436 migranti illegali, il 17,94% in più dell’anno precedente (153.842) e il 6,66% in più di due anni prima (170.100). Il dato, aggiornato al 31 dicembre, è stato reso noto dal Viminale.
Il Paese dal quale provengono più migranti – in base a quanto dichiarato al momento dello sbarco – è la Nigeria (37.551 sbarcati) davanti a Eritrea (20.718), Guinea (13.342), Costa d’Avorio (12.396), Gambia (11.929), Senegal (10.327), Mali (10.010), Sudan (9.327), Bangladesh (8.131) e Somalia (7.281). Sempre secondo il Viminale sono 176.554 i migranti accolti nel nostro Paese al 31 dicembre 2016: erano 103.792 l’anno scorso, 66.066 due anni fa, 22.118 nel 2013.


BRANI DAL LIBRO

Immigrazione positiva e immigrazione negativa

Se guardiamo la esperienza romana antica ci rendiamo conto che una delle cause del successo di Roma fu una apertura condizionata. Emblematica è la frase con cui il greco Elio Aristide celebrava la concezione romana della cittadinanza:
“Vi è qualcosa che decisamente merita attenzione e ammirazione […] la vostra generosa e magnifica cittadinanza, o Romani, con la sua grandiosa concezione, poiché non vi è nulla di uguale nella storia dell’umanità […] voi avete dappertutto dato la cittadinanza, come una sorta di diritto di parentela con voi, a coloro che rappresentano il meglio per talento, coraggio, influenza, mentre gli altri li avete sottomessi come sudditi”.
La cittadinanza si dà dunque solo a chi se la merita, in altre parole a chi è utile alla comunità. Altrettanto significativa è la conclusione di Aurelio Vittore: la pessima politica degli imperatori del III secolo d.C., avendo lasciato entrare entro i confini dell’impero promiscuamente chiunque, vale a dire «i buoni e i cattivi, i nobili e gli ignobili, e molti barbari», fece precipitare le condizioni di Roma, favorendo la decadenza e creando le premesse perché i «barbari governassero sui Romani». Gli ingressi devono dunque essere selezionati e corrispondere agli interessi della comunità che ospita, senza eccedere nel numero perché i cittadini non diventino stranieri in patria.

I nuovi volti della irregolarità

Nel complesso la popolazione straniera in Italia ha segnato nel biennio 2014-2015 un incremento di circa 200.000 unità, dovuto per il 60% alla componente regolare e per il 40% a un aumento dell’irregolarità. Un dato, quest’ultimo, che sembra trovare spiegazione nel forte divario trai 324.000 sbarcati lungo le coste italiane nel corso del periodo in oggetto e le “sole” 147.000 richieste d’asilo registrate nello stesso arco temporale, per la gran parte respinte (Ministero dell’Interno, 2016).

L’alimentazione dell’irregolarità, che tradizionalmente avveniva in modo silente attraverso la pratica degli overstayers (prolungamento del soggiorno oltre il limite dell’originaria autorizzazione), sembra aver oggi assunto caratteristiche e canali che sono assai più appariscenti che in passato, pur riflettendo l’incertezza di progetti e percorsi migratori che, come ben noto, hanno spesso per obiettivo una destinazione finale che non coincide necessariamente con il nostro Paese. In proposito, resta però la grossa incognita legata alla chiusura delle frontiere da parte di molti Paesi dell’UE, una prospettiva che rischia di trasformare il ruolo dell’Italia, nel progetto migratorio di centinaia di migliaia di immigrati, da terra di transito a luogo di forzato contenimento in condizioni di irregolarità.

Trafficanti e terroristi

Alcuni governi europei, tacciati impropriamente di razzismo, populismo e nazionalismo, hanno evidenziato come l’immigrazione illegale di massa, gestita dalla criminalità, sia un problema prioritario di sicurezza nazionale e comunitaria. A corroborare questo approccio pragmatico e non ideologico sarebbe sufficiente la valutazione che l’immigrazione illegale è strettamente collegata a terrorismo ed estremismo islamico………..

Le attuali migrazioni illecite in Europa costituiscono invece un serio e crescente problema di sicurezza per una vasta gamma di ragioni. I traffici di esseri umani alimentano e finanziano organizzazioni criminali legate a Stato Islamico e al–Qaeda nel Maghreb Islamico e consentono di portare in Europa terroristi e loro fiancheggiatori. Un dato non certo nuovo dal momento che già nel 2012 magistrati libici riscontrarono l’infiltrazione di al–Qaeda nella gestione dei flussi di clandestini dal Sahel alle coste libiche mentre in Italia le infiltrazioni vennero denunciate già dal ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, nel novembre 2013. Nel dicembre dell’anno successivo la presenza di uomini dell’Isis tra i clandestini in Italia fu oggetto di un’inchiesta della Procura di Palermo di cui riferì ampiamente la stampa e nel gennaio 2015 vennero ammesse apertamente al vertice di Londra degli Stati mobilitatisi contro l’Isis dal ministro degli Esteri del governo Renzi, Paolo Gentiloni.

«Ci sono rischi anche notevoli di infiltrazione di terroristi dall’immigrazione», disse il ministro. Un mese dopo rilanciò l’entità della minaccia l’ammiraglio statunitense James Stavridis, già comandante supremo della Nato in Europa, in un’intervista al “Sunday Times”, mentre nell’estate 2015, in piena “invasione” dalla Turchia, il governo austriaco riferì (nell’imbarazzo dei partner UE) che i servizi segreti macedoni avevano individuato molti jihadisti tra i “profughi” che risalivano la Penisola Balcanica. Infine quest’anno, dopo arresti su vasta scala e prove evidenti di terroristi macchiatisi di attentati in Europa, dove erano arrivati come “rifugiati”, sia Europol che Frontex hanno lanciato l’allarme: «l’Isis sfrutta i flussi migratori per infiltrarsi in Europa ed effettuare attentati».

Immigrazione: tutto quello che dovremmo sapere”
Autori: G. Valditara – G. C. Blangiardo – G. Gaiani
pagine:88
formato:14 x 21
ISBN:978-88-548-9913-1
Dicembre 2016
editore: Aracne
Euro 10 (formato PDF Euro 6)

 

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