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Uranio, Bertolini, comandanti su banco imputati, soldato non e' mestiere come un altro

12 febbraio 2018. "Un attacco frontale alle Forze armate che ha il solo effetto, i maligni direbbero il solo scopo, di erodere alla base la ragion d'essere dell'organizzazione militare”.

Spiace constatare che il senatore Scanu, che ben conosce la realtà militare per essersene occupato per molti anni quale presidente della commissione difesa del Senato, abbia una così bassa considerazione della dirigenza delle Forze armate, rendendosi promotore di una vera rivoluzione ai danni della realtà militare italiana". Così il generale Marco Bertolini, già comandante della Folgore e comandante del Coi (Comando operativo di vertice Interforze) commenta sul portale web Difesaonline la relazione finale della commissione d'inchiesta parlamentare sull'uranio impoverito nel comparto Difesa.

Secondo il generale, per tanti anni nel mondo militare operativo, si tratta di "una rivoluzione morale e motivazionale, che mette i comandanti sul banco degli imputati; che li inchioda al ruolo di 'datori di lavoro', con tutte le incombenze anche burocratiche connesse, costringendoli anche in operazioni - Afghanistan, Somalia, Iraq, Libia, Libano e tra poco, Niger - a concentrare la propria attenzione su norme importanti per un normale ambiente di lavoro, ma molto meno per l'ambiente operativo, distogliendoli dal loro compito principale, vale a dire la pianificazione operativa per contrastare le minacce 'vere' alla sicurezza dei propri uomini".

"Visto l'attacco così palese mi sono chiesto se dietro non ci fosse qualcosa di personale, magari dovuto alla prossima tornata elettorale" rileva il generale spiegando come queste norme "costringono già da ora il soldato ad una sistematica disobbedienza alle stesse, in quanto impossibili da applicare quando si fa sul serio" perchè quello del soldato, prosegue il generale, "non è un mestiere come un altro nel quale si trova a fronteggiare la banale incidenza del caso o della sfortuna" ma "una volontà 'assassina' che esercita coraggio, professionalità, intelligenza e spirito di sacrificio spinto spesso fino all'eroismo al solo scopo di colpirlo".

Insomma, rileva il generale Bertolini, i commissari "sono consapevoli dell'opera di rimozione ideologica della realtà di cui si sono resi colpevoli e che costringerà il prossimo governo, di qualunque colore sia, a porre rimedio a guasti che potrebbero privarci di uno strumento indispensabile per non scomparire, per non affondare nel Mare ex-Nostrum nel quale a malapena galleggiamo ancora?"

 

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